Museo del Mare presso Casa Todde

Casa Todde

 

Casa Todde è un’antica casa padronale costruita nella seconda metà dell’Ottocento all’ingresso dell’attuale paese di Villasimius, fino al 1862 denominato Crabonaxa (Carbonara: a testimonianza di un’intensa attività legata alla produzione del carbone vegetale). Il toponimo, soprattutto nella versione in sardo, è rimasto in uso fino alla prima metà del Novecento.

 

L’economia del paese era basata sulla cerealicoltura, la coltura della vite e dei mandorli, la pastorizia e l’estrazione del granito: gli scalpellini locali erano considerati veri e propri maestri di quell’arte.

Gran parte delle terre apparteneva a proprietari di Cagliari e lo stesso Todde, originario di Villacidro, viveva nel capoluogo isolano.

 

Ciò nondimeno volle costruire a Crabonaxa una casa, di ampie dimensioni, articolata su due piani: quello superiore, destinato ad abitazione del proprietario, comprendeva le camere da letto e da pranzo, le sale e lo studio. Al piano terra si trovavano invece la cucina, la dispensa e gli altri locali di servizio, compresi i piccoli magazzeni di pertinenza della casa e impiegati dal proprietario.

Questi ambienti, secondo uno schema diffuso nella case campidanesi, si affacciavano su un’ampia corte, dove pure insistevano tutte le altre strutture necessarie per le attività connesse con l’economia agro-pastorale: le cantine, i magazzeni per la raccolta dei cereali e delle carrube, i locali destinati alla stagionatura e alla conservazione del formaggio e quelli per gli attrezzi agricoli. Non mancava un pozzo destinato all’approvvigionamento dell’acqua necessaria alla vita di persone e animali.

In questa ampia corte recintata da un alto muro, una volta all’anno, venivano anche raccolti per la marchiatura i bovini che scendevano dai pascoli ‘in foresta’.

Una parte di tale corte (quella dove poi è stato costruito un ristorante) ha continuato ad essere impiegata per la marchiatura del bestiame fino agli anni Cinquanta del Novecento. In un’altra parte sono oggi custoditi i primi macchinari meccanici arrivati a Villasimius negli stessi anni Cinquanta: erano destinati alla trebbiatura moderna che sostituiva il sistema tradizionale basato sull’uso degli animali.

Ancora oggi nella memoria popolare con ‘su portali ’e Todde’ s’intende il portale di Todde, ovvero l’accesso alla dimora che si affacciava sull’attuale Via Aspromonte.

Negli anni Ottanta dell’Ottocento, Giuseppe Todde “su meri mannu” affidò la direzione delle attività  a un suo parente, Giuseppe Marci (1863-1937), assegnandogli l’edificio come abitazione. Alla morte di Todde (1919), l’edificio è passato agli eredi, tra i quali lo stesso Giuseppe Marci.

 

Dai documenti in nostro possesso, traiamo la notizia che nel giugno del 1899 il Consiglio Comunale di Villasimius propose l’impianto di una stazione dei Reali Carabinieri nel Comune. Alla caserma, in accordo col proprietario dell’immobile, fu assegnata un’ala dell’edificio, quella che affaccia sulla parte bassa dell’attuale Via Aspromonte, in posizione retrostante rispetto alla dimora principale, e vi furono ricavati gli uffici, le abitazioni dei carabinieri e le celle per i detenuti.

Ancora oggi, in quella che veniva chiamata Sa caserma beccia (La caserma vecchia),  sono visibili le celle, le cui pareti, ormai in rovina, portano i segni del passaggio di quegli uomini.

Nella memoria del luogo si conserva il ricordo, relativo al 1927, di un enorme pupazzo di neve costruito dai Carabinieri proprio sul muro della caserma.

Negli anni Sessanta la “Caserma vecchia” divenne effettivamente tale, perché, a causa delle nuove esigenze, la stazione dei carabinieri fu trasferita nel centro del paese. Passata poi al Comune di Villasimius, venne restaurata e adibita a sede dell’Area Marina Protetta.



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